Affitti brevi: nuove regole su self check-in e keybox

Gli affitti brevi tornano sotto i riflettori con una recente stretta sulle pratiche di self check-in tramite keybox e pulsantiere. Il tema, già affrontato durante il G7 del turismo a Firenze, ha visto ora un intervento ufficiale del ministero dell’interno. Una circolare del Viminale ha chiarito che l’identificazione automatizzata degli ospiti tramite sistemi remoti non soddisfa i requisiti legali, imponendo misure più rigorose per garantire la sicurezza pubblica.
La circolare del viminale: identificazione fisica obbligatoria
Secondo il documento del ministero, i gestori delle strutture ricettive devono assicurarsi che ogni ospite sia identificato personalmente, munito di un documento d’identità valido. Inoltre, è obbligatorio comunicare le generalità degli ospiti alle autorità competenti entro 24 ore dall’arrivo. La necessità di questa stretta normativa nasce dal crescente fenomeno delle locazioni brevi in Italia, amplificato da eventi di portata internazionale come il giubileo 2025, che attirerà milioni di turisti. A ciò si aggiunge l’esigenza di prevenire eventuali rischi legati alla criminalità organizzata e al terrorismo. Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che il riconoscimento personale è essenziale per rispettare la normativa e garantire la sicurezza collettiva.
Critiche e sostegno alle nuove regole
L’iniziativa ha trovato l’appoggio di esponenti del governo come la ministra del turismo Daniela Santanchè, che ha definito le nuove misure “fondamentali per garantire un’esperienza turistica sicura”. Anche Airbnb ha espresso il suo sostegno, impegnandosi a collaborare con le città per promuovere pratiche di ospitalità in linea con le normative.
Tuttavia, non mancano le voci critiche. L’associazione italiana gestori affitti brevi (aigab) ha espresso preoccupazione per la possibile discriminazione che potrebbe derivare dall’introduzione del riconoscimento fisico, sottolineando come i software attuali già utilizzino sistemi di verifica avanzati, simili a quelli adottati in settori come il banking e il noleggio auto.
Il ruolo della tecnologia e l’impatto sul settore
I gestori professionali evidenziano che l’adozione di tecnologie innovative, come il riconoscimento biometrico e i codici otp, rappresenta una soluzione sicura ed efficace. L’introduzione di misure restrittive potrebbe ostacolare il dinamismo della sharing economy e penalizzare i professionisti del settore, senza risolvere del tutto il problema dell’abusivismo.
Implicazioni per la sicurezza e la gentrificazione
Secondo alcuni sindaci, come quello di Bari, la regolamentazione più rigida potrebbe avere effetti positivi non solo sulla sicurezza, ma anche sulla gestione del fenomeno della gentrificazione, riducendo la pressione sugli affitti turistici nei centri storici. Tuttavia, resta il nodo delle occupazioni abusive, come dimostrato da recenti episodi che hanno coinvolto proprietari di immobili.
Quale futuro per gli affitti brevi?
La stretta sulle pratiche di self check-in solleva interrogativi importanti per il futuro del settore degli affitti brevi. Da un lato, garantire la sicurezza e il rispetto delle normative è imprescindibile; dall’altro, è fondamentale evitare che nuove regole penalizzino l’innovazione tecnologica e il mercato della sharing economy. Resta da vedere come il dialogo tra governo, operatori e piattaforme si evolverà per trovare un equilibrio che soddisfi tutte le parti coinvolte.